
Il tuo shop online è in regola con la normativa sul commercio elettronico? Speriamo di sì, perché le sanzioni ecommerce sono salate e le autorità come l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato (AGCM) e il Garante Privacy pongono grandissima attenzione alle violazioni delle norme che regolano la vendita online e delle normative privacy.
Considera che dai dati pubblicati nella quinta edizione del GDPR Enforcement Tracker Report, dal gruppo CMS, nel solo mese di dicembre 2024 sono state comminate 16 sanzioni per violazioni inerenti alla Privacy, pari a 256.710.900 euro.
La maggior parte degli imprenditori sottovaluta quali siano i rischi dell’ecommerce, pensando che si limitino solo a un fatturato basso, alla gestione dei pagamenti o agli attacchi hacker. In realtà, uno degli aspetti principali per avere un business solido e proficuo è adeguare il sito alla normativa. Devi sapere che le violazioni del GDPR possono costarti fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato annuo, mentre per le pratiche commerciali scorrette sono previste multe fino a 10 milioni di euro. Cifre che possono portare alla rovina la tua azienda.
Per questo motivo, noi di Ecommerce Legale, avvocati specializzati in diritto del digitale, ti spiegheremo quali sono le principali violazioni nel commercio elettronico e le relative multe previste dalla legge.
Se stai avviando la tua attività, contattaci per conoscere i principali adempimenti per il commercio elettronico, così da avere un sito ecommerce a norma. Hai già un sito? Allora potremmo sentirci per il check-up legale del sito, indispensabile per valutare se hai un sito compliant a livello giuridico.
Ora partiamo con la nostra guida sulle sanzioni ecommerce.
Indice
Quali sono le norme da rispettare nell’ecommerce?
Nel commercio elettronico non bisogna solo attenersi alle norme strettamente legate alla compravendita di beni e servizi. La normativa ecommerce, infatti, regola ogni aspetto relativo alla vendita online, dalla promozione dei prodotti alla gestione delle consegne.
Affinché tu abbia un sito ecommerce a norma, ti indichiamo i principali riferimenti giuridici per gli ecommerce e i marketplace:
- decreto legislativo 70/2003: detto anche decreto sul Commercio elettronico, regola i diversi aspetti della compravendita online. Impone obblighi di trasparenza per i merchant, che devono fornire informazioni chiare e comprensibili sui prodotti e sulle condizioni di vendita attraverso i documenti legali ecommerce;
- Codice del consumo (d.lgs. 206/2005): chiarisce i diritti dei consumatori e gli obblighi dei venditori. Stabilisce quali informazioni devono essere fornite prima della conclusione del contratto e quali siano le clausole contrattuali vessatorie o abusive. Nel Codice del consumo sono descritte le pratiche commerciali scorrette, incluse le pratiche commerciali ingannevoli, aggressive o coercitive e le omissioni;
- GDPR (Regolamento UE 2016/679): è il regolamento dell’Unione europea che regola il trattamento dei dati personali. Ha come obiettivo la tutela dei dati delle persone fisiche, attraverso rigide norme sulla raccolta, l’uso e la protezione dei dati dei consumatori, inclusi i requisiti di consenso e le notifiche di data breach;
- normativa sulla pubblicità (d.lgs. 145/2007 e d.lgs. 206/2005): regola la pubblicità, vietando pratiche pubblicitarie ingannevoli e comparazioni illecite che possano fuorviare i consumatori;
- normativa RAEE (d.lgs. 49/2014): riguarda la gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). In pratica, i produttori e distributori hanno l’obbligo di organizzare la raccolta e il corretto smaltimento dei rifiuti elettronici. Riguarda direttamente anche gli ecommerce di elettronica;
- Regolamento europeo sulla sicurezza dei prodotti GPRS: si tratta di una normativa tesa a garantire che tutti i prodotti immessi sul mercato siano sicuri per i consumatori.
Principali sanzioni ecommerce: normative, violazioni e provvedimenti
Ti è arrivata una sanzione ecommerce?
Purtroppo non si tratta di una caso isolato. La normativa ecommerce è piuttosto complessa e articolata e non sempre è possibile tenere tutto sotto controllo. Soprattutto se non ti affidi a uno studio legale specializzato in diritto dell’ecommerce come Ecommerce Legale. Oltre alle norme di base, infatti, ci sono aggiornamenti frequenti che i non addetti ai lavori ignorano totalmente, come il Regolamento GPRS o la normativa sugli imballaggi.
Tuttavia, è essenziale che tu sappia quali sono i rischi che corri se il tuo shop online non è in regola dal punto di vista giuridico, quali sono le violazioni ecommerce e le relative sanzioni. In questo modo avrai tutte le informazioni per evitare problemi legali e multe salate.
Andiamo alla nostra lista delle principali sanzioni ecommerce.
Mancanza di informazioni obbligatorie nel sito web
Secondo il decreto sul commercio elettronico, il sito ecommerce dovrebbe fornire una serie di informazioni obbligatorie, come i dati del venditore, le condizioni di vendita o le informazioni sui diritti di recesso. Per la mancanza di queste informazioni è prevista una multa amministrativa fino a 10.000 euro.
Obblighi di informazione nei contratti a distanza
Se non inserisci informazioni complete all’interno del footer, i dettagli sul diritto di recesso o fornisci informazioni scorrette sulla disponibilità dei prodotti e i tempi di consegna, rischi di essere sanzionato per la violazione dell’articolo 49 del Codice del consumo. Questa consiste in una multa che va da 103 euro a 10.000 euro.
Pratiche commerciali scorrette
Quali sono le sanzioni per la pratica commerciale scorretta?
L’articolo 20 del Codice del consumo vieta espressamente le pratiche commerciali scorrette, spiegando anche cosa si intende:
“Una pratica commerciale è scorretta se è contraria alla diligenza professionale, ed è falsa o idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico, in relazione al prodotto, del consumatore medio che essa raggiunge o al quale è diretta o del membro medio di un gruppo qualora la pratica commerciale sia diretta a un determinato gruppo di consumatori”.
Le sanzioni per pratiche commerciali scorrette, aggressive o sleali sono tra le più onerose e vanno dai 5.000 euro a 10.000.000 euro. Per gli operatori transfrontalieri, l’importo può raggiungere il 4% del fatturato realizzato in Italia.
Le violazioni legate a pratiche commerciali scorrette
Tra le violazioni ecommerce legate a pratiche commerciali scorrette rientra qualsiasi comportamento contrario alla diligenza professionale che induce in errore i consumatori, come la diffusione di informazioni fuorvianti su prezzi, sconti, disponibilità dei prodotti o caratteristiche.
Anche la violazione delle norme relative alla consegna dei prodotti online è considerata una pratica commercialmente scorretta e aggressiva. In genere, è relativa alla vendita di prodotti che non sono realmente disponibili sul sito al momento della transazione: in pratica, si induce il consumatore ad acquistare in base a informazioni ingannevoli (sulla disponibilità del prodotto, sul reale stato dell’ordine o sulle tempistiche di spedizione).
In questa fattispecie rientra anche l’imposizione di procedure complesse o costose per il rimborso delle somme pagate.
Inoltre, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato può anche decidere di sospendere, oscurare o revocare un dominio del sito, in base alla gravità e alla durata della violazione.
Attenzione anche al “Buy and Share”, che consiste nel presentare ai consumatori la possibilità di acquistare a prezzi scontati, senza spiegare che si tratta solo di una prenotazione a cui potrebbe seguire l’acquisto. Viene considerata una pratica ingannevole poiché non è garantito l’acquisto del prodotto alle condizioni proposte.
Clausole vessatorie nei contratti di consumo
Tra le violazioni previste dal Codice del consumo c’è l’utilizzo di clausole vessatorie, intese come quelle clausole contrattuali che determinano uno squilibrio di diritti e obblighi a favore di una parte, a discapito dell’altra.
Per legge, la clausola vessatoria nei confronti dei consumatori non è valida ed è considerata come una pratica commerciale scorretta, con le sanzioni fino a 10.000.000 euro.
Mancata fornitura di informazioni precontrattuali obbligatorie
Sai cosa rischi se non comunichi al consumatore le informazioni relative all’identità del venditore, alle caratteristiche del prodotto, al prezzo, alle spese di consegna e alle modalità di pagamento?
La sanzione prevista per la violazione del Codice del consumo va da 5.000 euro a 50.000 euro, a seconda delle dimensioni della tua azienda.
Non informare correttamente il consumatore sul Diritto di recesso
L’articolo 53 del Codice del consumo impone l’estensione del periodo di recesso fino a 12 mesi nel caso in cui l’azienda non fornisca informazioni chiare e complete sulla possibilità di restituire un prodotto. Inoltre, possono essere irrogate multe da 5.000 euro a 500.000 euro da parte dell’Autorità per le pratiche che ostacolano e limitano il diritto di recesso, quali ad esempio il mancato o ritardato rimborso del prezzo dopo l’annullamento dell’ordine o l’esercizio del diritto di recesso, la mancanza del modulo di recesso sul sito web o l’applicazione di oneri eccessivi per esercitare il diritto di recesso.
Mancato rispetto delle norme sulla garanzia legale
Il consumatore ha diritto di godere della garanzia legale su eventuali difetti di conformità per due anni dall’acquisto. Di conseguenza il venditore ha l’obbligo di riconoscere la garanzia sui prodotti non conformi o difettosi per due anni dalla consegna.
La sanzione per chi non rispetta le norme sulla garanzia legale nell’ecommerce vanno da 5.000 euro a 10.000.000 euro e possono essere irrogate quando non vengono fornite informazioni sufficienti sulla garanzia legale, se vengono posti ostacoli nel riconoscimento della garanzia, se si protraggono i tempi per la prestazione della garanzia o se si addebitano spese ingiustificate ai consumatori per usufruire della garanzia.

Esempi sanzioni ecommerce
Quali sono le ultime sanzioni ecommerce?
Per capire come tutelare il tuo ecommerce, è necessario che tu sappia quali sono le ultime sanzioni ecommerce, chi sono le aziende multate e che violazioni hanno commesso.
Nel settore farmaceutico, l’AGCM ha avviato un’istruttoria nei confronti di Farmasave per presunte condotte illecite nella gestione della propria piattaforma online. Sembra che l’ecommerce abbia dato informazioni fuorvianti sulla disponibilità dei prodotti e sui tempi di consegna e spedizione. Inoltre, l’azienda avrebbe ostacolato l’esercizio del diritto di recesso.
Nell’automotive, DR Automobiles S.r.l. ha indicato come luogo di produzione delle proprie autovetture l’Italia anziché la Cina. L’azienda è stata sanzionata per 6 milioni di euro dall’Autorità Garante della Concorrenza per pratiche commerciali scorrette.
Interessante è il caso di Saglietti S.r.l., società attiva nella vendita online di accessori e parti speciali per auto, che ha ricevuto una sanzione di 40.000 euro da parte del Garante. La violazione contestata è il credit card surcharge, ossia l’applicazione di un sovrapprezzo per l’utilizzo di strumenti di pagamento quali paypal o carte di credito.
Una sanzione di 8.000.000 di euro per pratiche commerciali scorrette è stata irrogata a GLS, il gruppo di società attivo nelle spedizioni online. La violazione contestata a uno dei corrieri più importanti nell’ecommerce riguarda l’utilizzo di una comunicazione ambigua, poco chiara e accurata circa un programma di sostenibilità ambientale.
Finita nel mirino dell’Autorità Garante per il messaggio utilizzato ripetutamente “offerta valida solo fino a domenica”, Poltronesofà spa è oggetto di istruttoria per pratiche commerciali scorrette. L’istruttoria è partita per accertare la correttezza dei prezzi e degli sconti pubblicizzati attraverso i media.
Interflora Italia spa ha ricevuto una sanzione di 400.000 euro per non aver rispettato i tempi di consegna, per aver inviato prodotti difformi da quelli ordinati e pagati e per non aver fornito informazioni chiare sui costi delle spedizioni.
L’agcm ha comminato una sanzione di 40.000 euro a Saglietti s.r.l. per credit card surcharge. In particolare, l’Autorità ha accertato che la società ha applicato maggiorazioni di prezzo pari a 3 euro per i pagamenti con carta di credito/debito e pari a 8 euro per quelli attraverso PayPal in relazione agli acquisti effettuati sul sito web raptor4x4.it, attivo nella vendita online di accessori, macchine utensili e parti speciali per auto.
Come evitare sanzioni ecommerce: il nostro decalogo per un sito a norma
Dalla tipologia e dall’entità delle sanzioni, avrai capito che i controlli sul settore dell’e-commerce sono numerosi e rigide. Le autorità sono fortemente orientate a garantire maggiore trasparenza e correttezza nei confronti dei consumatori, considerati i soggetti da tutelare nella vendita online. Per questo motivo, le aziende devono adeguarsi alle normative vigenti non solo per evitare sanzioni ma anche per migliorare la fiducia dei clienti.
Noi di Ecommerce Legale abbiamo preparato un decalogo con i consigli per avere un sito ecommerce a norma, eccolo per te:
- rispetta la normativa sulla privacy e assicurati che il tuo e-commerce sia GDPR compliant. Includi una informativa sulla privacy privacy e proteggi i dati personali degli utenti;
- fornisci Termini d’uso e Condizioni di vendita facilmente accessibili e dettagliati, specificando termini di pagamento, spedizioni, resi e rimborsi per evitare contestazioni legali;
- rispetta la normativa Omnibus sugli sconti online e mostra sempre i prezzi in modo chiaro, inclusi eventuali costi aggiuntivi (IVA, spese di spedizione, dazi);
- evita pratiche commerciali scorrette e non utilizzare pubblicità ingannevole, recensioni false o strategie di dark pattern per forzare gli acquisti;
- fornisci le informazioni obbligatorie in modo chiaro e rispondi tempestivamente ai reclami;
- rispetta il Diritto di Recesso e informa i consumatori sulla possibilità di restituire il prodotto entro 14 giorni dall’acquisto;
- assicura la conformità dei prodotti venduti secondo le modalità indicate dal GPSR;
- rispetta le norme sulla garanzia legale;
- utilizza sistemi di pagamento sicuri e conformi alle normative sui pagamenti online. Non applicare un sovrapprezzo per sistemi di pagamento come paypal e carte di credito;
- mantieni il tuo e-commerce sempre aggiornato in base alle nuove normative e affidati a un avvocato esperto nell’ecommerce per evitare sanzioni future.
Seguendo queste regole, non solo eviterai sanzioni legali, ma migliorerai anche la fiducia degli utenti e la reputazione del tuo e-commerce.
Contattaci ora per la tua call conoscitiva.
Floriana Capone
L’Avvocato dell’Ecommerce
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