Ecommerce legale spiega il regolamento europeo 2411/2023 sull'indicazione geografica protetta igp prodotti artigianali e industriali

Regolamento UE 2023/2411: Indicazione Geografica Protetta (IGP) per i prodotti artigianali e industriali

Ceramiche di Deruta, Vetri di Murano, Marmo di Carrara, Porcellana di Capodimonte sono alcuni dei prodotti artigianali e industriali più conosciuti al mondo che, tuttavia, fino ad ora non erano tutelati dalla legge in quanto prodotti locali. Dal 2025, invece, entrerà in vigore il Regolamento UE 2023/2411 con il quale verrà riconosciuta l’indicazione geografica protetta ai prodotti industriali e artigianali.

Si tratta di una svolta epocale per le aziende di questi celebri distretti produttivi che vedranno finalmente riconosciuto il marchio di origine (IGP) e potranno beneficiare della reputazione legata alla provenienza geografica.

Fino a poco tempo fa, la protezione era riconosciuta esclusivamente ai prodotti agricoli e alimentari che, già dal 1992 possono usufruire del marchio IGP. Celebri esempi sono lo Champagne, il ciauscolo, il prosciutto di Parma, il cioccolato di Modica. Ma, con il Regolamento UE 2023/2411 del 18 ottobre 2023 relativo alla protezione delle indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali cambieranno le forme di tutela nei confronti dei marchi locali, rafforzando l’immagine delle imprese sul mercato e nella mente dei consumatori. 

Ti farà piacere sapere che con il decreto attuativo della legge sul Made in Italy 27 dicembre 2023 sono stati anche stanziati fondi per la predisposizione del disciplinare di produzione dei prodotti industriali e artigianali tipici. In pratica, le aziende interessate a ottenere il marchio IGP potranno richiedere un contributo statale fino a 30 mila euro per il processo di valorizzazione e tutela dei prodotti artigianali e industriali tipici.

Sarà possibile inviare la domanda a partire dal 1° dicembre 2025, lo stesso giorno in cui il Regolamento, entrato in vigore il 16 novembre 2023, diventa applicabile.

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Indicazione Geografica Protetta IGP: significato

Da oltre trent’anni, il concetto di indicazione geografica protetta è diventato estremamente familiare tanto che le persone non faticano a distinguere un marchio IGP. 

Ma cosa significa IGP esattamente e cosa implica questo marchio a livello legale?

L’acronimo IGP significa indicazione geografica protetta. Si tratta di un marchio d’origine che l’Unione europea attribuisce ai prodotti tipici locali. La discriminante, dunque, è proprio l’origine geografica da cui dipendono importanti caratteristiche dei prodotti, oltre a qualità e reputazione.

Per ottenere il marchio IGP è essenziale che l’impresa svolga produzione, trasformazione o elaborazione in una particolare area geografica.

Fino all’adozione del nuovo Regolamento Europeo sui prodotti artigianali e industriali il marchio IGP è stato riconosciuto solo ai prodotti alimentari e agricoli. La valorizzazione dei proodotti artigianali e industriali tipici era affidata a normative regionali volte alla tutela dei mestieri e al sostegno delle produzioni artigianali. Mentre, dal 2025, potranno ottenere l’etichettatura IGP anche le merci industriali e artigianali prodotte, trasformate o elaborate in un territorio specifico.

Per garantire la qualità e la specificità dei prodotti, le associazioni di produttori devono predisporre un disciplinare di produzione da rispettare pedissequamente. Spetta all’organismo di controllo verificare che l’azienda si conformi alle regole del disciplinare.

Andando ad approfondire, vediamo quali sono i requisiti per l’indicazione geografica indicati dal Regolamento.

Requisiti per l’indicazione geografica protetta IGP prodotti artigianali e industriali

Possono essere protetti con l’indicazione geografica il nome di prodotti artigianali e industriali che si riferiscono a beni con i seguenti requisiti:

  1. essere originari di una località precisa, di un Paese o di una regione specifica; 
  2. è l’origine geografica del prodotto a determinarne o a influire sulle caratteristiche del prodotto, sulla sua reputazione o sulla sua qualità;
  3. una delle fasi di produzione deve avvenire nell’area geografica indicata.

Nello specifico, per fase di produzione si fa riferimento a qualsiasi fase che porta alla realizzazione del prodotto finito, dall’inizio del processo fino all’immissione del prodotto sul mercato (fabbricazione, trasformazione, ottenimento, estrazione, taglio, preparazione). 

Cosa si intende per prodotti artigianali e industriali?

Il Regolamento europeo è destinato alla tutela di due categorie di prodotti:

  • prodotti artigianali: si tratta di beni in cui il contributo manuale rappresenta una parte significativa per la realizzazione del prodotto finito. Possono essere fatti interamente a mano, attraverso l’uso di tecnologie o strumenti manuali, o con macchinari;
  • prodotti industriali: sono il frutto di una lavorazione standardizzata. In questa categoria sono inclusi anche i prodotti seriali e quelli ottenuti con l’utilizzo di macchinari.

Il marchio IGP può essere richiesto sia da un singolo produttore che da associazioni di produttori che trattano la stessa tipologia di prodotto, in qualsiasi forma giuridica.

Tra i prodotti artigianali e industriali per i quali sarà possibile richiedere l’indicazione geografica protetta rientrano anche i prodotti tradizionali, ossia quei prodotti originari di aree geografiche specifiche per i quali è dimostrabile l’uso storico. 

Protezione dei prodotti artigianali e industriali nell’UE

Cosa si intende per tutela dei prodotti artigianali e industriali?

La registrazione delle indicazioni geografiche è una forma di tutela preziosa per le aziende che riconosce al titolare l’uso esclusivo del marchio. 

I prodotti a marchio IGP sono protetti da:

  • uso commerciale del marchio IGP su prodotti per i quali non è stata effettuata la registrazione;
  • uso improprio del marchio che svilisca o danneggi il prodotto (o la categoria di prodotti) registrati a marchio IGP;
  • imitazione o usurpazione del nome protetto come indicazione geografica (sono vietate anche le diciture tipo “metodo”, “gusto” o “fragranza”);
  • uso di indicazioni false o ingannevoli sull’origine, la natura, le caratteristiche o la provenienza del prodotto;
  • comportamenti tali da indurre il consumatore in inganno rispetto all’origine del prodotto.

Parlando di uso ingannevole o improprio del marchio si intende un utilizzo del marchio tale da indurre in errore sulla reale origine del marchio il consumatore europeo medio, informato e attento.

Va sottolineato che il marchio IGP si applica anche nell’ecommerce, a tutela delle merci vendute online. Le forme di garanzia, inoltre, sono applicate anche ai domini dei siti internet.

Tutela dei prodotti IGP a livello europeo

Uno degli aspetti più rivoluzionari del Regolamento UE 2023/2411 è che la registrazione dei prodotti industriali e artigianali sarà valida in tutta l’Unione europea. Quindi, per ottenere la tutela del marchio nell’Unione non sarà più necessario presentare la domanda in ogni singolo stato (registrazione nazionale o della registrazione internazionale), ma sarà sufficiente effettuare un’unica registrazione.

Registrazione dei prodotti IGP: le fasi

La registrazione del marchio sarà in due fasi. L’azienda o l’associazione di produttori presenterà la domanda di indicazione geografica protetta all’interno del proprio stato, che avvierà la procedura di valutazione a livello nazionale. Successivamente, le autorità designate a livello nazionale invieranno la domanda all’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO). 

Come per la registrazione dei marchi, anche per ottenere il marchio IGP è fondamentale affidarsi a uno Studio legale specializzato in registrazioni marchi in grado di aiutarti nelle fasi preliminari della registrazione, nel deposito della domanda e nell’eventualità di un rifiuto della richiesta. 

Etichettatura dei prodotti artigianali e industriali

Come saranno riconoscibili i prodotti a marchio IGP?

Per rendere visibile l’indicazione di provenienza geografica, i prodotti IGP verranno accompagnati da un logo distintivo applicato sull’etichetta e sul materiale pubblicitario. Inoltre, sulle confezioni dei prodotti artigianali e industriali IGP, sul materiale pubblicitario e di comunicazione sarà possibile apporre il simbolo dell’Unione per le indicazioni geografiche protette.

Nell’etichetta è possibile inserire anche la riproduzione della zona geografica di origine del prodotto e frasi che fanno riferimento all’area geografica di provenienza.

Conformità dei prodotti

Per quanto riguarda i controlli di qualità, nel Regolamento si dice che “i produttori garantiscono che i loro prodotti siano conformi al disciplinare di produzione corrispondente”. Ciò significa che spetterà ai produttori l’impegno di garantire il rispetto del disciplinare con una autodichiarazione di conformità alle specifiche del prodotto.  

Sono comunque previsti controlli da parte dell’autorità, che potrà comminare sanzioni in caso di violazione delle norme.

Protezione a livello internazionale

I prodotti beneficeranno della protezione a livello internazionale, anche nei paesi terzi aderenti all’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (OMPI). Viceversa, i produttori di paesi terzi potranno richiedere l’indicazione geografica protetta per i prodotti artigianali e industriali conformi al Regolamento UE.

Conservazione delle competenze locali e sviluppo locale

Tra i maggiori vantaggi del Regolamento sulla protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti artigianali e industriali c’è la valorizzazione dei prodotti locali e delle regioni rurali. Sono, infatti, previsti, incentivi per i produttori locali per incoraggiare la diffusione e lo sviluppo delle aree geografiche d’origine. Tutto ciò a favore degli imprenditori del luogo e delle zone meno sviluppate, con la crescita di posti di lavoro e dell’economia locale.

Contributo statale per la predisposizione del disciplinare di produzione dei prodotti industriali e artigianali tipici

Ed ecco una notizia di sicuro interesse per i produttori di prodotti artigianali e industriali legati a specifiche aree geografiche: con il decreto attuativo della legge sul Made in Italy 27 dicembre 2023 sono stati stanziati fondi per sostenere la registrazione dei marchi IGP. Dal 16 settembre 2024 ed entro le ore 13 del 31 ottobre 2024 le aziende possono richiedere contributi fino a 30.000 euro per la copertura delle spese destinate alla predisposizione dei disciplinari di produzione per i prodotti industriali e artigianali tipici.

Chi può chiedere il contributo per il marchio IGP prodotti artigianali e industriali?

Possono chiedere il contributo le associazioni dei produttori aventi sede legale in Italia che hanno depositato il disciplinare di produzione presso la Camera di Commercio.

I soggetti destinatari devono prevedere, nei propri statuti, alcuni requisiti come il perseguimento della valorizzazione del prodotto industriale e artigianale, o la possibilità di adesione, in qualsiasi momento, da parte di altri produttori. 

Anche il disciplinare di produzione deve prevedere alcuni elementi come:

  • il nome del prodotto, che può essere il nome geografico del luogo di produzione di un prodotto specifico ovvero il nome usato nel commercio o nel linguaggio comune per descrivere il prodotto specifico nella zona geografica definita;
  • la descrizione del prodotto e delle materie prime utilizzate;
  • delimitazione della zona geografica di produzione

e altri elementi previsti dal bando. 

Quali spese sono ammissibili al contributo?

I contributi per i prodotti IGP possono essere richiesti per le spese sostenute per la predisposizione del disciplinare dei prodotti industriali e artigianali tipici. Tra queste rientrano le spese di consulenza professionale sostenute per la valutazione delle qualità e delle caratteristiche del prodotto dal 27 dicembre 2023 in poi. 

Alle associazioni verrà concesso un contributo pari all’80% delle spese sostenute e valutate ammissibili, fino a un massimo di 30 mila euro. 

Sono stanziati 3 milioni di euro per la registrazione dei prodotti IGP, ciò significa che è necessario presentare la domanda il prima possibile per non rischiare di rimanere fuori dal finanziamento per esaurimento dei fondi.

La richiesta dei benefici per la predisposizione del disciplinare di produzione dei prodotti industriali e artigianali tipici dovrà essere effettuata nel rispetto delle modalità e dei termini di presentazione delle domande indicate nel decreto del Direttore Generale per la proprietà industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, Dipartimento mercato e tutela del Mimit.

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L’estensione del marchio IGP ai prodotti artigianali e industriali è un’occasione importante per le aziende. Si tratta di un elemento distintivo per i prodotti tipici e locali che favorisce la fidelizzazione al marchio e la crescita economica dell’area di provenienza, valorizza il brand e rappresenta una preziosa leva per le attività di marketing e comunicazione.

Come già avvenuto per i prodotti agricoli a marchio IGP, i consumatori sono consapevoli che l’acquisto di un prodotto a indicazione geografica protetta è una scelta di qualità e sono più propensi a effettuare la spesa.

Questa evoluzione della normativa è fondamentale anche per le imprese made in Italy che, a breve, potranno godere di maggiori tutele.

Dal 1° dicembre 2025 sarà finalmente possibile registrare il marchio IGP per i prodotti industriali e artigianali e costruire un asset strategico per la propria azienda. E la seconda notizia importantissima è che, a partire da quel momento, si potrà accedere ai contributi economici per la predisposizione del disciplinare.

I fondi sono destinati proprio alla predisposizione del disciplinare, necessario per adeguarsi al nuovo Regolamento europeo e presentare la domanda di registrazione.

Cogli subito questa opportunità e contattaci per una consulenza: i fondi sono limitati e i vantaggi della registrazione del marchio IGP sono innumerevoli. Gli avvocati di Ecommerce Legale sono specializzati nella registrazione del marchio e possono seguirti per tutto l’iter di registrazione, in maniera professionale ed efficace. 

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Floriana Capone

L’Avvocato dell’Ecommerce

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