
Il contratto di hosting regola la fornitura del servizio di hosting tra un hosting provider (o web host) e il proprietario del sito web o il gestore del sito.
Si tratta di uno dei documenti legali più importanti per le aziende presenti su internet perché dal contratto di web hosting dipendono alcune caratteristiche dei siti web e dei siti e-commerce: spazio web a disposizione, privacy degli utenti, sicurezza del sito, banda, affidabilità e qualità del servizio.
L’host provider o hosting provider è il fornitore del servizio che permette ai siti internet di essere visibili sulla rete. In pratica, l’hosting fornisce lo spazio sul server per ospitare le pagine web. La parola inglese hosting, infatti, significa letteralmente ospitare.
Il contratto di hosting può essere redatto direttamente tra azienda e host provider oppure, nel caso in cui l’azienda si affidasse a una web agency, tra agenzia web e hosting provider.
Ma come si redige un contratto di web hosting? Quali sono le clausole necessarie affinché il rapporto sia gestito in maniera valida e a norma?
In questa guida al contratto di hosting troverai tutte le informazioni per avere un contratto di hosting a norma: le clausole contrattuali, l’oggetto del contratto, le responsabilità del provider. Inoltre, gli avvocati di Ecommerce Legale, esperti in diritto del digitale, ti spiegheranno come si applica il recesso dal contratto hosting o, al contrario, qual è l’iter per il rinnovo del contratto di hosting.
Indice
Cos’è un contratto di hosting e a cosa serve
Il contratto di hosting è necessario per regolamentare la fornitura di servizi continuativi tra l’hosting provider e il proprietario del sito web o la web agency che gestisce il sito.
Per i non addetti ai lavori non è semplice capire cos’è un hosting e qual è la sua funzione nell’economia digitale. Quindi, prima di addentrarci sulle clausole contrattuali, andiamo a dare la definizione di hosting.
L’hosting provider è un soggetto che offre uno spazio in rete per ospitare pagine web su uno o più server di sua proprietà. La sua funzione è indispensabile per le aziende e per i creatori di siti internet perché la visibilità del sito dipende proprio dallo spazio sul server (o host), ossia dalla piattaforma su cui viene posizionato il sito.
In pratica, la sottoscrizione del contratto di web hosting permette al cliente di caricare o modificare i propri contenuti sui computer del provider in modo che gli utenti di internet possano accedervi. Sullo spazio offerto dall’host è possibile caricare siti internet, immagini e video.
Il servizio di hosting, quindi, fa da tramite tra le pagine dei siti e gli utenti.
La scelta del servizio di hosting dipende da diversi fattori, tra cui gli obiettivi dell’azienda, i servizi proposti, la potenza, il livello di sicurezza e il grado di personalizzazione. Esistono servizi di hosting gratuiti e servizi di hosting a pagamento, che vanno selezionati a seconda dell’entità del progetto che si vuole portare avanti.
Inoltre si può optare per varie tipologie di hosting provider, che sono gli hosting condivisi tra più clienti, i virtual private server con spazi condivisi e servizi esclusivi, i server dedicati che offrono servizi in esclusiva, e cloud hosting con il servizio personalizzato.
Inquadramento giuridico del contratto di web hosting
Il contratto di web hosting viene definito contratto atipico – ovvero non regolato dal codice civile – che rientra tra i contratti d’appalto. Si basa sul noleggio dello spazio web da parte di un cliente che lo utilizza per il proprio sito o per il sito aziendale. Il cliente paga un canone periodico per un servizio continuativo per cui è considerato un contratto a prestazioni corrispettive a titolo oneroso e, nello specifico, un contratto di durata.
A livello giuridico rientra tra i contratti di fornitura, così come definiti dall’articolo 1559 del codice civile:
il contratto con il quale una parte (somministratore) si obbliga, verso corrispettivo di un prezzo, a eseguire, a favore dell’altra (somministrato) prestazioni periodiche o continuative di cose”.
Come ogni contratto che disciplini il rapporto tra cliente e fornitore, deve essere scritto in maniera comprensibile e chiara per le parti.
Dal punto di vista normativo è importante tenere a mente la definizione di hosting provider che viene data nel decreto legislativo n. 70/2003 dalla quale derivano le responsabilità di quest’ultimo in quanto fornitore di servizi internet a livello imprenditoriale. Per chi si occupa di vendita online, il decreto legislativo 70/2003, detto anche decreto sul commercio elettronico, è uno dei riferimenti principali della normativa ecommerce.
Quali clausole contrattuali bisogna inserire nel contratto di web hosting?
Come ogni contratto che riguarda il digitale, anche per il contratto di hosting è fondamentale predisporre le clausole in modo impeccabile. Affidarsi a un fac-simile di contratto di hosting o al copia-incolla può rivelarsi una scelta deleteria per entrambe le parti, che non sarebbero tutelate a dovere.
Per predisporre la clausole contrattuali è fondamentale rivolgersi ad un avvocato esperto di internet, che sappia come impostare un contratto di hosting a norma.
Quali sono le clausole che deve contenere un modello di contratto di hosting?
Un contratto di hosting deve necessariamente contenere le seguenti clausole:
- parti del contratto: i dati identificativi dei contraenti;
- obblighi delle parti: gli obblighi che ciascuno dei contraenti ha nei confronti dell’altro;
- oggetto del contratto: si descrive nello specifico il servizio oggetto dello scambio;
- corrispettivo e modalità di pagamento: l’ammontare della spesa per il servizio, il canone previsto, e le tempistiche stabilite per il pagamento. Inoltre, vanno definite le modalità di pagamento e gli eventuali costi extra;
- durata del servizio: in quanto prestazione di servizi, è necessario stabilire il periodo di tempo per il quale dureranno le prestazioni. Si può anche prevedere il rinnovo automatico del contratto ma è fondamentale stabilire un termine entro il quale disdire l’accordo;
- informazioni per la conclusione del contratto: si indicano le modalità per la conclusione del contratto (email, raccomandata, lettera di disdetta del contratto di hosting, etc.);
- diritto di recesso o ripensamento: vanno indicate le modalità per il recesso e le eventuali eccezioni;
- trattamento dati: il provider viene nominato responsabile esterno del trattamento dati;
- informativa privacy;
- clausola risolutiva espressa: il provider può mettere il sito offline in caso di mancato pagamento;
- foro competente per le controversie;
- clausola di riservatezza del provider.
Vediamo come impostare le clausole principali, ossia: l’oggetto del contratto e la responsabilità dell’hosting provider.

L’oggetto del contratto di hosting
Si tratta di una clausola fondamentale per qualsiasi contratto, in cui vengono descritte le prestazioni offerte. Nel contratto di hosting provider, l’oggetto consiste nel servizio che l’host presta al cliente in maniera continuativa.
Si tratta di un aspetto da valutare bene poiché il servizio di hosting può essere solo di gestione del sito sul server in cui vengono ospitate le pagine web, oppure può includere anche servizi aggiuntivi, come la conservazione dei file o l’archiviazione dei dati.
Nello specifico, l’oggetto del contratto di hosting è la fornitura di spazio sul server, per cui è necessario anche definire gli standard qualitativi di prestazione del servizio:
- continuità del servizio;
- fornitura delle credenziali d’accesso;
- velocità di trasmissione;
- connessione costante del server alla rete internet;
- caratteristiche del server (hardware, software);
- spazio fornito.
Alcuni contratti di hosting prevedono servizi aggiuntivi, quali servizio di email e back-up periodico dei dati. Inoltre, sebbene molti host provider offrano insieme i due servizi è bene ricordare che differenza c’è tra hosting e domini. L’hosting è il servizio che ospita il sito sulla rete, mentre il dominio è l’indirizzo univoco del sito sulla rete. Dunque il provider può proporre anche l’acquisto del dominio che, comunque, non è necessario per l’esistenza del sito.
La responsabilità dell’hosting provider
Il provider è responsabile dei reati che vengono trasmessi sulla rete attraverso i server che gestisce?
Il regime di responsabilità dei fornitori di servizi online è molto interessante ed è fondamentale che venga considerato tra le clausole del contratto di hosting. In tal senso, il punto di riferimento è di nuovo il decreto legislativo 70/2003 che, agli articoli 16 e 17, spiega che:
- la responsabilità dei danni commessi da terzi attraverso un servizio di hosting non ricade sull’host;
- l’hosting provider non ha l’obbligo di sorvegliare sui contenuti pubblicati dai clienti;
- nel caso di illecito commesso attraverso il servizio di hosting, il provider ha l’obbligo di rimuovere il contenuto e di avvisare le autorità quando viene a conoscenza dell’illecito.
Secondo l’articolo 16, infatti, “il prestatore non è responsabile delle informazioni memorizzate a richiesta di un destinatario del servizio, a condizione che detto prestatore: non sia effettivamente a conoscenza del fatto che l’attività o l’informazione è illecita e, per quanto attiene ad azioni risarcitorie, non sia al corrente di fatti o di circostanze che rendono manifesta l’illiceità dell’attività o dell’informazione; non appena a conoscenza di tali fatti, su comunicazione delle autorità competenti, agisca immediatamente per rimuovere le informazioni o per disabilitarne l’accesso”.
Inoltre, come sottolineato dall’articolo 17 del decreto legislativo 70/2003 e dalla pronunce della Corte Costituzionale, il prestatore non ha l’obbligo di sorvegliare le informazioni che trasmette o memorizza, né di indagare su attività illecite commesse in relazione ai dati immessi da terzi su internet tramite i suoi server.

Contratto di hosting per web agency
Molto spesso le aziende acquistano il servizio di hosting attraverso agenzie web specializzate nella creazione di siti internet. Questo perché, generalmente, viene offerto un pacchetto completo che include la creazione del sito, l’acquisto del dominio, il servizio di hosting, la SEO. In tal caso, l’agenzia deve dapprima gestire il rapporto con il provider e, successivamente, quello con il cliente a cui rivende lo spazio web.
Dunque, per le web agency vanno previsti due contratti:
- contratto di hosting tra host e agenzia web;
- contratto di hosting tra agenzia e cliente finale.
L’accordo con l’hosting provider può essere basato sull’acquisto di spazi web da proporre ai clienti, cercando di acquistare un maggior spazio a prezzi di vantaggio.
In alternativa, alcune agenzie decidono di trasformarsi in host creando una propria infrastruttura su cui ospitare il clienti finali e offrire servizi aggiuntivi.
In ogni caso, va messo nero su bianco che l’agenzia, così come l’hosting provider, non ha la responsabilità del controllo, ossia non è obbligata a controllare i contenuti forniti dai clienti. Tuttavia, può rifiutarsi di caricare contenuti illeciti e sospendere il servizio nel caso si accorga di contenuti illeciti presenti nel sito.
Inoltre, sull’agenzia ricade comunque l’obbligo di informare l’autorità giudiziaria e consegnare gli accessi al sito nel caso si accorga di contenuti illeciti.
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Avere un contratto di hosting solido e che tuteli entrambe le parti è un vero e proprio valore aggiunto: evita contenziosi e permette di utilizzare le potenzialità di internet appieno.
Per ottenere questo risultato, tuttavia, è necessario mettersi nelle mani giuste. Solo uno studio legale specializzato in diritto di internet come Ecommerce Legale può personalizzare ogni aspetto del contratto e valutare le specifiche necessità dei contraenti.
Un modello di contratto di web hosting generico non tiene conto delle specifiche del rapporto, delle peculiarità delle parti e dei bisogni di ognuna di loro, esponendo entrambe a grossi rischi.
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Floriana Capone
L’Avvocato dell’Ecommerce























