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Come vendere CBD online: normativa

Un mercato destinato a superare di gran lunga i 50 miliardi di dollari prima del 2030, quello della cannabis light è oggi un settore estremamente redditizio e in forte crescita. In questo articolo ti spiego come vendere CBD online e cosa prevede la normativa sulla cannabis light.

Dal 2016, con l’approvazione della legge n. 242/2016 (la cosiddetta Legge sulla Cannabis) che ha legalizzato e approvato la produzione e la commercializzazione della canapa con un contenuto di THC non superiore allo 0,6%, la vendita online di marijuana light ha avuto un’espansione vertiginosa. E le previsioni di sviluppo sono altrettanto positive poiché, secondo le proiezioni di Global Marketing Insights, entro il 2028 supererà i 56 miliardi di dollari, una cifra dieci volte più alta rispetto al 2021.

Il prodotto trainante è l’olio di CBD, che trova impiego anche nella cosmesi, ma gli articoli a base di cannabidiolo che si possono trovare online sono molteplici. Parliamo di oli, cosmetici, infiorescenze, prodotti per animali e cristalli, per usi diversi e con percentuali di CBD sempre al di sotto della soglia stabilita dalla legge sulla cannabis.

I motivi che contribuiscono alla richiesta di questi prodotti sono legati agli effetti benefici del CBD, uno degli oltre cento composti della cannabis che, a differenza del tetraidrocannabinolo (THC), è privo di effetti psicotropi. Il cannabidiolo (CBD) allevia l’ansia e la depressione, migliora l’umore, agisce sui dolori, modula l’appetito. Inoltre, ha proprietà antinfiammatorie ed è considerato un rimedio valido per l’insonnia. 

Vediamo come aprire un CBD shop a norma e cosa serve per vendere CBD online.

Attenzione alla vendita di cannabis online

Per vendere CBD online, infatti, bisogna sempre fare attenzione ai più recenti aggiornamenti alla normativa sulla cannabis. 

In ordine cronologico, le ultime novità sono:

  • l’entrata in vigore del decreto del Ministero della Salute del 21 agosto 2023, con cui i prodotti per somministrazione orale a base di CBD sono stati reinseriti nel testo unico sugli stupefacenti
  • il ricorso al TAR del Lazio, presentato dalle associazioni di categoria, con la richiesta di sospensiva e successivo annullamento del decreto ministeriale;
  • iniziale sospensione del decreto da parte del Tribunale amministrativo e successiva conferma della sospensione fino all’udienza prevista per il 16 gennaio 2024.

Dunque, conviene aprire un negozio di canapa ma avendo consapevolezza di cosa prevede la normativa sui CBD shop.

Cos’è il CBD

Il CBD è uno dei principali composti della cannabis Sativa L. e viene estratto dalla infiorescenze di canapa. La pianta contiene oltre un centinaio di cannabinoidi e altre sostanze, ma il cannabidiolo e il tetraidrocannabinolo sono quelle più note e presenti in percentuali maggiori all’interno della pianta. 

Il THC è conosciuto per le sue proprietà psicoattive ed è sottoposto a forti restrizioni a livello giuridico. Il CBD, invece, viene considerato una sostanza quasi priva di effetti collaterali dalle interessanti proprietà positive. Esistono addirittura dei medicinali a base di CBD per l’epilessia (Epidiolex) e per la sclerosi multipla (Sativex), il primo approvato dalla Food and Drug administration (FDA), l’ente americano preposto al controllo dei farmaci e degli alimenti, e il secondo in fase di approvazione.

Comprendere la differenza tra THC e CBD è essenziale per aprire un negozio di cannabis in Italia poiché proprio su questa diversità si fonda la normativa sulla vendita di CBD online e nei negozi fisici.

| CBD a scopo terapeutico e scopo ricreativo

Un’altra distinzione che va fatta è quella tra cannabis a uso terapeutico e cannabis a scopo ricreativo. Nel primo caso si parla anche di cannabis medica o marijuana medica per indicare una sostanza con una percentuale di THC compresa tra il 5% e il 22% e con livelli di CBD tra l’1% e il 12%. La cannabis terapeutica può essere distribuita solo nelle farmacie dietro presentazione di una ricetta medica non ripetibile. Il trattamento deve essere prescritto da un medico ed è consentito solo nel caso in cui le terapie tradizionali non siano state efficaci (in malattie come HIV, dolore cronico, spasmi muscolari, convulsioni).

La cannabis a uso ricreativo è quella più conosciuta e diffusa per i suoi effetti psicoattivi. Ma, in realtà, per quanto riguarda la commercializzazione, bisogna considerare esclusivamente la cannabis light, ossia quella con un bassissimo contenuto di THC.

Come riferimento normativo per la definizione della cannabis light si ha la legge n. 242/2016 in cui viene stabilita la soglia massima di THC tollerata, ovvero lo 0,6%, mentre non ci sono limiti nelle percentuali di CBD.

| Quindi è legale vendere CBD online?

Prima di spiegarti come aprire un ecommerce di cannabis light, diamo immediatamente uno sguardo alla normativa sul CBD in Italia.

La commercializzazione della cannabis light è regolamentata dalla legge n. 242/2016 che ho menzionato sopra, la quale non indica solo la percentuale di THC tollerata ma promuove anche la coltura della canapa ai fini della coltivazione, della trasformazione, della produzione in diversi settori e della vendita.

Uno degli aspetti a cui bisogna fare attenzione sono le finalità per cui può essere commercializzata la cannabis light: realizzazione di prodotti cosmetici, collezionismo e vaporizzazione. 

Questo aspetto della normativa sulla cannabis light è fondamentale nella descrizione delle schede prodotto per la vendita online di CBD: non bisogna mai incentivare il consumo di CBD o la combustione ma solamente l’uso, l’applicazione o il collezionismo

Per la vendita di CBD online, bisognerà seguire l’evoluzione della questione relativa al nuovo decreto Ministeriale 21 agosto 2023 (in vigore dal 21 settembre 2023 e ora sospeso) con cui gli articoli a base di CBD per ingestione vengono indicati come stupefacenti: “Inserimento nella Tabella dei medicinali, sezione B, delle composizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidiolo ottenuto da estratti di Cannabis”. Il decreto, infatti, è stato approvato nonostante una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 2020 avesse stabilito l’esatto contrario, ossia che i prodotti al CBD non devono essere considerati stupefacenti. 

Il testo del decreto limiterebbe la vendita di prodotti a base di CBD ingeribili alle sole farmacie. Ciò vuol dire che diventerebbe impossibile la vendita anche online di prodotti come oli ingeribili o alimenti a base di CBD. D’altra parte rimarrebbe lecita la vendita di oli spalmabili e di fiori di canapa da vaporizzare.

Attualmente, il decreto è stato sospeso dal Tar del Lazio, in seguito alla richiesta di annullamento presentata dall’associazione degli Imprenditori canapa Italia (ICI). In attesa dell’Istruttoria, fissata il 16 gennaio 2024, “I prodotti a uso orale con cannabidiolo (CBD) possono essere venduti”.

| Come aprire un ecommerce di cannabis light a norma e vendere CBD online

Quando si avvia un ecommerce gli step essenziali sono sempre la creazione del sito internet, la gestione degli aspetti burocratici, il rispetto della normativa ecommerce sulla cannabis light, la scelta del modello di business, la creazione di una buona strategia di marketing. Tuttavia, quello della cannabis è un settore molto delicato, in cui le regole incidono profondamente in ogni passaggio.

Perciò se ti stai chiedendo cosa serve per aprire un growshop, un CBD shop o un hemp shop a norma ecco una bella lista:

  • aprire la partita IVA;
  • iscriversi al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio della propria provincia di riferimento;
  • effettuare l’iscrizione all’Inps e all’Inail;
  • presentare la certificazione relativa al rispetto della legge italiana sulla cannabis per gli articoli in vendita;
  • inviare la comunicazione allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune.

Il codice ATECO per la vendita di prodotti derivati dalla cannabis è 47.19.90 relativo al commercio al dettaglio, per la vendita di prodotti derivati dalla cannabis a uso alimentare, invece, è 47.2.

Per quanto riguarda gli aspetti normativi, invece, aprire un ecommerce di cannabis light comporta la necessità dei documenti legali appositi, la completezza delle informazioni fornite all’utente, una particolare attenzione nella promozione, nella pubblicità e nella creazione della scheda prodotto. 

Inoltre, considerando che la vendita di CBD è concessa soltanto alle persone con più di 18 anni, bisogna inserire un pop-up per la verifica dell’età in apertura del sito. La navigazione può proseguire se l’utente è maggiorenne, altrimenti si interrompe.

Per tutelare il tuo business online potresti anche valutare di registrare il marchio del tuo ecommerce di cannabis light.

| Documenti legali CBD shop: Termini e condizioni di vendita, Privacy Policy, Cookie Policy

Nel commercio elettronico ogni negozio ha l’obbligo di fornire all’utente alcune informazioni specifiche che riguardano il trattamento dei dati personali, i termini d’uso e le condizioni di vendita dello shop e la politica dei cookie.

Queste informazioni vanno inserite in alcuni documenti legali che sono: 

La normativa ecommerce prevede che i documenti legali vadano aggiunti in un’apposita sezione del sito in maniera estesa. Mentre è importante inserire un link nel footer del sito ecommerce in modo che il cliente possa accedervi facilmente.

| Identità del venditore

L’identità del venditore fa parte di quelle informazioni a cui l’utente deve poter accedere in maniera semplice e veloce. In genere, va fornita attraverso il footer del sito ecommerce, insieme ai riferimenti e ai recapiti.

| Scheda prodotto

Come ti ho accennato precedentemente, la scheda prodotto dell’ecommerce di cannabis light è un aspetto delicato dal punto di vista normativo.

Va compilata nel rispetto della normativa ecommerce, ossia in modo completo e veritiero, ma bisogna far attenzione alla scelta dei termini, alle destinazioni d’uso del prodotto, alla scheda tecnica, al certificato di analisi e alla conformità del prodotto e del produttore. 

| Pubblicità e promozioni

Ricorda che la cannabis è un articolo soggetto a diverse restrizioni per quanto riguarda pubblicità e promozioni. Di conseguenza vanno lette le policy dei diversi media per poter sfruttare al meglio ads e pubblicità. 

Ad esempio Meta vieta la promozione di prodotti a base di THC e di CBD:Le inserzioni non possono promuovere o proporre la vendita di prodotti con THC o a base di cannabis con componenti psicoattivi. Le inserzioni non possono promuovere o offrire la vendita di cannabidiolo (CBD) o simili prodotti a base di cannabinoidi”.

| Vendere CBD online: altri aspetti legali

Per aprire un ecommerce di cannabis light ci sono anche altri aspetti giuridici da considerare: il banner dei cookie, le newsletter, la mail di conferma dell’ordine e il diritto di recesso. Tuttavia, per questi aspetti è sufficiente rispettare la normativa ecommerce e valutare insieme ad un avvocato dell’ecommerce come comportarsi per avere un ecommerce di cannabis light a norma.

In particolare, un avvocato esperto in diritto di internet potrà spiegarti se e come impostare le diverse clausole, soprattutto quelle relative al diritto di recesso per un CBD shop.

| Perché affidarsi a Ecommerce Legale per la vendita di CBD online

L’apertura di un ecommerce di cannabis light è un’idea dalle potenzialità ottime. Quello della canapa è un business che si sta via via espandendo, sia per la maggiore consapevolezza dei consumatori che per i progressi a livello legislativo.

Tuttavia la vendita di CBD online mette insieme due situazioni complesse che richiedono l’intervento di uno studio legale specializzato in ecommerce: il commercio elettronico e la commercializzazione di cannabis light.

Noi di Ecommerce Legale possiamo aiutarti a sfruttare appieno questo trend, permettendoti di costruire un CBD shop perfettamente legale. Contattaci per una call conoscitiva e valuteremo insieme come scalare insieme il tuo business. 

 Floriana Capone

L’Avvocato dell’Ecommerce

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