
Con l’entrata in vigore del Regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti (GPRS) sono cambiate le regole per la commercializzazione dei prodotti nell’Unione europea. A partire da dicembre 2024, per le aziende sono previsti controlli più rigidi in tema di conformità dei prodotti e gestione dei rischi associati al loro uso. Il nuovo regolamento si applica sia ai negozi fisici che al commercio elettronico, stabilendo obblighi significativi anche per i siti ecommerce e i marketplace.
Il Regolamento Ue 2023/988, pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il 23 maggio 2023, ha sostituito la direttiva 2001/95/CE a partire dal 13 dicembre 2024, ha modificato il regolamento 1025/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio e ha portato all’abrogazione della direttiva 87/357/CEE. Insomma, rappresenta una vera e propria rivoluzione normativa sulla sicurezza dei prodotti con l’introduzione di diverse novità:
- aumenta il livello di tutela per i consumatori senza creare una situazione di svantaggio per le aziende;
- introduce maggiori garanzie sulla commercializzazione di beni di consumo;
- estende gli obblighi sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi anche al commercio elettronico;
- favorisce i modelli di imprenditoria basati sull’economia circolare, incentivando la riparazione, la restituzione, la sostituzione e il riuso dei prodotti;
- non considera solo i beni nuovi, ma si applica anche ai prodotti ricondizionati, usati, riparati, in comodato d’uso o reimmessi in commercio;
- mira a rendere la comunicazione tra i produttori, gli importatori e i distributori più efficiente in relazione ai prodotti pericolosi;
- amplia i doveri di informazione e di cooperazione con le autorità di vigilanza nazionali;
- potenzia il ruolo dei portali dedicati ai sistemi di allerta;
- prevede la figura di responsabile della verifica sull’adeguatezza dei prodotti.
Vediamo cosa cambia per le aziende con l’applicazione del Regolamento generale sulla sicurezza dei prodotti (GPSR).
Indice
Il nuovo Regolamento europeo sulla sicurezza dei prodotti
Il Regolamento Ue 2023/988 nasce per garantire un maggior livello di sicurezza sui beni di consumo commercializzati all’interno dell’Unione europea. Sicurezza legata a controlli più rigidi sulla conformità dei prodotti, sulla gestione dei rischi dovuti all’uso e introducendo obblighi più puntuali a carico degli operatori economici.
Vengono anche stabilite regole di vigilanza del mercato e chiariti i poteri delle autorità nazionali. Il GPSR si applica a tutti i canali di vendita – compreso il commercio elettronico – attraverso i quali vengono immessi sul mercato prodotti nuovi, utilizzati, riparati o ricondizionati dietro pagamento di un corrispettivo o in modo gratuito.
Interessante notare che, in questo caso, le disposizioni sulla sicurezza dei prodotti non sono affidate a una direttiva come in precedenza. Il legislatore europeo, infatti, ha ritenuto più opportuno utilizzare lo strumento giuridico del regolamento, valido in egual modo e contemporaneamente in tutti gli Stati Membri, senza che vi sia discrezionalità per i singoli Stati sull’interpretazione e l’entrata in vigore delle nuove disposizioni. L’unico compito affidato alle autorità nazionali è la gestione del quadro sanzionatorio che dovrà essere predisposto entro la data di applicazione del GPSR, in maniera che le sanzioni siano efficaci, proporzionate e dissuasive.
Esiste anche una lista con le tipologie di prodotti esclusi dall’ambito di applicazione del nuovo Regolamento europeo sulla sicurezza dei prodotti. Questi sono:
- medicinali;
- alimenti;
- mangimi;
- piante, animali vivi, organismi OGM;
- sottoprodotti di origine animale;
- fitosanitari;
- oggetti d’antiquariato;
- oggetti rotti, da riparare o da ricondizionare prima di poter essere utilizzati.
La maggior parte dei prodotti elencati non è soggetta al GPSR perché appartiene a settori già interessati da normative verticali, ossia normative specifiche. Mentre, si applica a tutti quei beni non disciplinati da norme verticali.
Cosa si intende per prodotto sicuro: la nuova nozione di prodotto sicuro
La disposizione intorno a cui ruota il nuovo Regolamento sulla sicurezza dei prodotti è che possono essere immessi sul mercato solo prodotti sicuri.
L’articolo 5, infatti, stabilisce che:
“Gli operatori economici immettono o mettono a disposizione sul mercato solo prodotti sicuri”.
Questo viene considerato il requisito di sicurezza generale per la commercializzazione dei prodotti che coinvolge i produttori, i distributori, tutti coloro che sono coinvolti nelle fasi progettuali, nella realizzazione e nell’immissione del prodotto sul mercato.
Ma cosa si intende per prodotto sicuro?
Il livello di sicurezza del prodotto viene valutato a seconda delle sue caratteristiche fisiche, meccaniche e chimiche, dall’uso al quale è destinato e dai rischi che potrebbero derivare dal suo utilizzo. In particolare, un prodotto è considerato sicuro se non presenta rischi per le persone o presenta solo rischi ridotti e accettabili nel contesto d’uso al quale è destinato.
Tra le fasi più importanti per assicurare la sicurezza del prodotto c’è quella di progettazione, durante la quale è necessario tenere conto di coloro che andranno a usufruire del prodotto, comprese le categorie più fragili, come i bambini, le persone anziane e quelle con disabilità.
In ogni caso, bisogna prevedere delle misure per garantire la sicurezza durante l’uso, spiegando anche le modalità di uso del prodotto.
Per garantire la sicurezza di un prodotto, verranno valutati in particolare i seguenti aspetti:
- caratteristiche del prodotto (comprese le caratteristiche tecniche) e composizione;
- imballaggio;
- avvertenze, istruzioni, etichettatura e informazioni sulla sicurezza del prodotto;
- effetto su beni di altro tipo;
- categorie di consumatori che utilizzano il prodotto;
- aspetto del prodotto con particolare attenzione al design, per la salvaguardia dei bambini, considerando eventuali somiglianze con prodotti simili a quelli alimentari;
- cybersicurezza.
Per valutare la sicurezza dei prodotti bisogna considerare anche il rispetto delle norme nazionali e internazionali, della normativa ecommerce, dei sistemi di autoregolamentazione, dei codici di buona condotta e delle aspettative dei consumatori.
Cosa dice il Regolamento generale sulla sicurezza dei prodotti GPSR
Il GPSR nasce per tutelare i consumatori assicurando a questi la sicurezza dei prodotti immessi nel mercato europeo. Coinvolge direttamente gli operatori del mercato e le autorità, chiamate a intervenire in caso di richiamo dei prodotti o prodotti pericolosi.
Incluso nel Regolamento c’è l’obbligo, per le vendite dirette effettuate da operatori economici stabiliti fuori dall’Unione, di avere almeno un operatore economico responsabile nell’Unione con determinati compiti diretti ad assicurare la sicurezza del prodotto o il suo richiamo. Costui può essere il fabbricante, l’importatore, il rappresentante autorizzato, il prestatore di servizi di logistica dell’Unione a cui spettano gli oneri relativi alla sicurezza del prodotto, alla conservazione, all’immagazzinamento e agli eventuali rimedi nel caso in cui i prodotti risultassero pericolosi.
Gli operatori sono anche tenuti a gestire la comunicazione con altri operatori economici e con le autorità, alle quali devono fornire le informazioni specifiche richieste circa i prodotti per dieci anni. Nel caso di richiamo di un prodotto non sicuro, gli operatori economici hanno l’obbligo di informare velocemente i consumatori con un modello di avviso di richiamo.
Se viene richiamato un prodotto, gli operatori devono provvedere alla sua riparazione o alla sostituzione come previsto dalla garanzia di conformità. In alternativa, è necessario che effettuino il rimborso al cliente.
Oltre agli obblighi generici per gli operatori economici, per ogni figura è prevista una disciplina specifica.
Obblighi del fabbricante
Al fabbricante spetta l’onere di garantire che i prodotti siano sicuri fin dalla fase progettuale. Inoltre, è tenuto a fare una valutazione dei rischi in base alla quale va compilata la documentazione tecnica.
Nel caso in cui un prodotto risultasse pericoloso o si verificassero incidenti, il fabbricante dovrà informare repentinamente i consumatori e le autorità nazionali del fatto, attraverso il portale Safety Business Gateway.
Il fabbricante ha anche l’obbligo di fornire le informazioni di contatto a cui il consumatore può inviare eventuali reclami. I reclami vanno registrati su un registro e studiati dal fabbricante.
Oltre alle informazioni contatto, il fabbricante deve anche mettere a disposizione dei consumatori le informazioni sulla sicurezza, sulla tracciabilità dei prodotti e dei relativi imballaggi.
Ogni prodotto deve essere corredato dalla documentazione tecnica, da una descrizione generale del prodotto e delle sue caratteristiche essenziali.
Va poi apposto su ogni articolo o su suo imballaggio un elemento identificativo, che può essere il numero di tipo, lotto, serie o altro elemento.
Il fabbricante ha anche la facoltà di nominare un rappresentante autorizzato. In caso di nomina, gli obblighi previsti per il fabbricante ricadono sul rappresentante.
Obblighi dell’importatore
Gli importatori hanno l’obbligo di valutare e garantire la conformità al Regolamento sulla sicurezza dei prodotti delle merci importate.
Nel caso in cui i prodotti non siano conformi, l’importatore non deve immetterli sul mercato. Come per i fabbricanti, anche gli importatori hanno l’obbligo di fornire le proprie informazioni di contatto assieme ai prodotti. Prodotti che devono essere sempre corredati da informazioni sulla sicurezza e istruzioni per l’uso.
L’importatore deve controllare i prodotti durante le fasi di trasporto e conservazione, assicurando che ogni fase non alteri la sicurezza dei prodotti.
Anche l’importatore ha l’obbligo di utilizzare la piattaforma Safety Business Gateway per informare della presenza di prodotti pericolosi.
Obblighi dei distributori
I distributori devono adempiere all’obbligo di informare gli altri operatori economici e le autorità nazionali in caso di prodotto difettoso utilizzando il Safety Business Gateway. Devono assicurarsi che i prodotti siano conformi e, in caso di mancata conformità devono rifiutarsi di immettere tali prodotti sul mercato.
In caso di prodotti pericolosi sono tenuti a rimediare con misure adatte.
Obblighi dei fornitori nella vendita online
Il Regolamento sulla sicurezza dei prodotti si applica anche al commercio elettronico con regole molto mirate. In effetti, uno degli scopi principali per i quali è stato concepito il GPRS era quello di colmare il vuoto normativo relativo alla sicurezza dei prodotti nell’e-commerce.
In particolare, il Regolamento equipara la vendita online e la vendita off-line, dettando le stesse regole sia per la vendita attraverso i canali tradizionali che per la vendita a distanza qualora venga effettuata verso gli Stai membri: I prodotti messi in vendita online o tramite altri canali di vendita a distanza sono considerati messi a disposizione sul mercato se l’offerta è destinata ai consumatori dell’Unione. Un’offerta di vendita è da considerarsi destinata ai consumatori dell’Unione quando l’operatore economico interessato indirizza, con qualsiasi mezzo, le proprie attività verso uno o più Stati membri”.
Per i merchant, quindi, vi è l’obbligo di fornire alcune tipologie di informazioni, quali:
- dati di contatto del fabbricante (nome, denominazione commerciale registrata o marchio registrato del fabbricante, recapiti ed indirizzo email);
- quando si tratta di un operatore che non ha sede nell’Unione europea è necessario fornire i dati di contatto del responsabile designato;
- informazioni sulla tracciabilità e dati identificativi del prodotto (immagine, tipologia);
- avvertenze d’uso e istruzioni sulla sicurezza apposte sul prodotto o sull’imballaggio.
Queste informazioni devono essere fornite in un linguaggio comprensibile dai consumatori.
Per essere conformi al Regolamento sulla sicurezza dei prodotti nell’ecommerce, i fornitori dei mercati online sono responsabili per le comunicazioni relative alla sicurezza nei confronti delle autorità di sorveglianza del mercato e dei consumatori.
Hanno l’obbligo di registrarsi al portale Safety Business Gateway e prevedere processi interni di sicurezza. In caso di richiamo dei prodotti, i fornitori sono tenuti a contattare i clienti che hanno acquistato il prodotto oggetto del richiamo sul sito e pubblicare sulla pagine web i riferimenti al ritiro.
Obblighi delle piattaforme di vendita online
Anche per le piattaforme di vendita online, come Amazon o Subito.it, il Regolamento sulla sicurezza dei prodotti dà delle direttive molto mirate. Le piattaforme vengono considerate fornitori di un mercato online, intesi come fornitori di servizi di intermediazione che permettono di concludere contratti di vendita a distanza con altri operatori commerciali.
Gli obblighi previsti per le piattaforme online sono:
- iscriversi al portale Safety Business Gateway;
- indicare le informazioni di contatto per la piattaforma Safety Business Gateway sul sito;
- predisporre processi interni per la sicurezza dei prodotti;
- fornire le informazioni sul fabbricante, sui sistemi di tracciabilità e le avvertenze sui prodotti.
Di conseguenza i marketplace – Amazon, Etsy, eBay – per essere conformi al Regolamento GPRS, hanno stabilito delle regole per l’utilizzo delle piattaforme. Per approfondire e avere uno shop a norma, ti consiglio di leggere la nostra guida su come adeguare l’account Amazon al GPSR.
Il portale Safety Business Gateway
Quando un prodotto viene ritenuto non sicuro gli operatori devono riportare le informazioni sul sistema Safety Business Gateway, a disposizione dei consumatori e delle autorità in qualsiasi Stato membro dell’Unione.
Il portale di sicurezza ha tre funzionalità principali:
- sistema di allarme rapido con cui si gestisce la comunicazione tra le autorità nazionali e la Commissione sui prodotti pericolosi;
- portale web dedicato ai consumatori, per ottenere indicazioni sui prodotti pericolosi e fare reclami;
- portale web per le aziende, dove informare i consumatori e le autorità su incidenti o prodotti risultati pericolosi.
Tracciabilità dei prodotti
Il sistema di tracciabilità dei prodotti è uno dei requisiti richiesti dal Regolamento sulla sicurezza dei prodotti. Attraverso il sistema di raccolta e archiviazione dati, è possibile identificare il prodotto in tutti i suoi componenti e tracciare gli operatori economici coinvolti.
La tracciabilità ha lo scopo di individuare i prodotti pericolosi e stabilire i correttivi da mettere in atto.
Nell’e-commerce, i prodotti senza indicazioni su tracciabilità e sicurezza non dovrebbero essere presentati.
Richiamo di prodotti pericolosi nel nuovo Regolamento europeo sulla sicurezza dei prodotti
In caso di incidenti o di prodotti pericolosi, gli operatori sono tenuti a informare i consumatori. A tale scopo vanno emessi avvisi per la sicurezza con qualsiasi mezzo di comunicazione possibile così da raggiungere il numero più ampio di persone interessate. In primis, si può ricorrere ai contatti diretti, acquisiti tramite programmi di fidelizzazione o sistemi di registrazione dei prodotti. Inoltre, possono essere sfruttati altri mezzi a disposizione degli operatori economici coinvolti:
- sito internet aziendale o sito ecommerce;
- profili e pagine social;
- newsletter;
- punti vendita al dettaglio.
Le aziende hanno anche la facoltà di utilizzare altri media, come la TV, la radio o le testate giornalistiche, qualora fosse necessario. E’ possibile anche predisporre un numero verde per i consumatori o un canale di chat per la richiesta di chiarimenti e ulteriori informazioni.
L’avviso di sicurezza deve essere formulato in maniera chiara e accessibile, così da essere comprensibile da qualsiasi tipo di utente, compresi quelli con disabilità.
Sul richiamo dei prodotti difettosi si va a toccare un ambito estremamente delicato che è quello della privacy. I dati personali raccolti durante le fasi di contatto e di vendita con il consumatore vanno trattati in conformità con il GDPR. Dunque, vanno raccolti solo i dati necessari a contattare il consumatore per il richiamo di prodotti difettosi.
Rimedi in caso di richiamo dei prodotti
Quando viene richiamato un prodotto, le aziende devono proporre dei rimedi ai consumatori. Nello specifico, al consumatore deve essere offerta almeno una delle seguenti alternative:
- riparazione del prodotto richiamato;
- sostituzione del prodotto richiamato;
- rimborso del valore del prodotto richiamato.

E per i prodotti fabbricati extra UE qual è la procedura?
Le merci fabbricate fuori dall’Unione europea sono comunque soggette al Regolamento Ue 2023/988. Il fabbricante, quindi, ha l’obbligo di nominare un mandatario in uno degli Stati membri dell’UE in qualità di rappresentante. In ogni caso, per poter vendere un prodotto di un fabbricante extra UE all’interno dell’Unione è necessario che vi sia almeno un operatore economico (importatore, rappresentante autorizzato, fornitore di servizi di logistica) all’interno dell’UE.
Per importare prodotti fabbricati extra UE, l’operatore economico con sede nell’Unione deve:
- verificare la conformità del prodotto;
- dimostrare alle autorità di vigilanza la conformità del prodotto;
- verificare la presenza della documentazione tecnica e la sua conformità al Regolamento europeo sulla sicurezza dei prodotti;
- gestire eventuali rischi assieme alle autorità;
- attuare rimedi correttivi in caso di prodotti a rischio.
Il nome dell’operatore economico responsabile di queste attività va indicato sul prodotto, sulla confezione o sui documento di accompagnamento.
Obblighi GPSR specifici per i Marketplace
I marketplace, quali Amazon, eBay ed Etsy, devono conformarsi a obblighi stringenti previsti dal Regolamento GPSR – noto anche come Regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti o Regolamento UE 2023/988 – per garantire la sicurezza dei prodotti GPSR.
In particolare, il fornitore di servizi di intermediazione online è tenuto ad attuare due punti di contatto dedicati alla comunicazione in materia di sicurezza, uno riservato alle autorità di sorveglianza e uno al pubblico, nonché a registrarsi nel portale Safety Business Gateway.
Inoltre, è fondamentale che questi operatori adottino processi interni di sicurezza e verifichino, in maniera casuale e attraverso l’ausilio di banche dati pubbliche come il portale Safety Gate, che i prodotti messi in vendita rispettino i requisiti minimi di tracciabilità e conformità. In caso di richiamo o incidente, i marketplace sono obbligati a fornire informazioni tempestive e chiare ai consumatori, contattando direttamente chi ha effettuato acquisti e collaborando attivamente con le autorità di vigilanza, assicurando così un ambiente di acquisto sempre più sicuro e trasparente.
A tali fini, tutti coloro che vendono tramite Amazon, Ebay, Etsy e gli altri marketplace sono tenuti a caricare le informazioni richieste dai Marketplace per adeguarsi al Regolamento GPSR e continuare a vendere tramite queste piattaforme.
Come adeguarsi al GPSR, Regolamento sulla sicurezza dei prodotti, con Ecommerce Legale
Con l’entrata in vigore del Regolamento UE sulla sicurezza dei prodotti, le aziende devono farsi trovare pronte a rispondere ai nuovi obblighi previsti. La parola d’ordine è: conformarsi al Regolamento, facendo attenzione a tutta la catena di fornitura. In particolare, bisogna controllare il ruolo dei diversi operatori e valutare che i prodotti e tutta la documentazione siano conformi al nuovo regolamento.
Va impostata la comunicazione con le autorità, gli altri operatori economici e i consumatori, iscrivendosi anche al sistema Safety Business Gateway.
Per importare prodotti extra UE, inoltre, si deve seguire un iter apposito.
Anche le piattaforme online sono coinvolte dalle novità introdotte, a cui bisogna adeguarsi per non incorrere in sanzioni
Insomma, l’introduzione del Regolamento UE sulla sicurezza dei prodotti è decisamente impegnativa per le aziende! Se hai bisogno di un supporto professionale e competente per gestire le tue vendite nel rispetto della normativa ecommerce, contattaci per una consulenza. Noi di Ecommerce Legale possiamo seguirti in ogni step di questo percorso, in modo che il tuo business vada avanti senza intoppi.
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Floriana Capone
L’Avvocato dell’Ecommerce























