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Commercio elettronico: adempimenti legali, fiscali e amministrativi dell’e-commerce

Aprire un’attività di commercio elettronico può essere un’opportunità concreta per evolvere un negozio fisico, portandolo online, oppure per dar vita a un nuovo business. 

Infatti, secondo il report Europe e-Commerce 2023, la crescita esponenziale delle vendite online, amplificata durante gli anni della pandemia, è continuata anche nel 2023, con un fatturato di 899 milioni di euro e un +12% rispetto agli 849 milioni del 2022, e il trend sembra essere confermato anche per il 2024 e negli anni a venire.

Dalla vendita di abbigliamento all’e-commerce di giocattoli, dai prodotti usati fino ad alcolici e vino: con un e-commerce puoi offrire ai tuoi clienti qualunque prodotto, fisico o digitale. Tuttavia, anche se grazie alle varie possibilità offerte dal web creare un e-commerce sta diventando abbastanza accessibile, oggi sono ancora diversi gli errori che si commettono dal punto di vista formale. 

Infatti, la vendita online è soggetta a precise normative legali e fiscali, oltre a una serie di adempimenti burocratici. Ecco gli aspetti principali da conoscere per partire col piede giusto e non rischiare di andare incontro a sanzioni pesanti. 

Sia chiaro, questo è un rapido excursus degli adempimenti, per una visione completa e approfondita è sempre bene richiedere una consulenza specializzata ad hoc. In questa prospettiva, prima di aprire un sito internet per la vendita online, può essere utile consultare uno studio legale specializzato in e-commerce, al fine di non commettere errori che pagheresti caro.

Aprire un e-commerce: adempimenti legali e amministrativi iniziali 

La vendita di prodotti online rientra a pieno tra le attività di commercio. Come accennato, non basta semplicemente acquistare un servizio di hosting, creare un sito e caricare il catalogo prodotti, ma devi considerare anche una serie di ulteriori e necessari adempimenti:

  • legali;
  • fiscali;
  • amministrativi.

Ad esempio, chiariamo subito uno dei principali quesiti sul tema: aprire un e-commerce senza partita IVA non è possibile, se non in casistiche limitate e particolari, ossia quando l’attività è saltuaria e occasionale.

Nella maggior parte dei casi, i negozi online sono considerati fiscalmente come attività strutturate e continuative e, in quanto tali, i ricavi generati sono soggetti a tassazione in base ad aliquote variabili in rapporto alla tipologia di regime fiscale. Questo vale come primo adempimento per il commercio elettronico diretto, indiretto e per il dropshipping, anche se vuoi “solo” vendere tramite i marketplace (come Amazon o eBay).

Per aprire un e-commerce è obbligatorio, quindi, assolvere una serie di adempimenti iniziali, per lo più necessari se non disponi già di un’attività offline. Per step:

  • Scegliere la forma societaria
  • Scegliere il codice ATECO corretto per l’e-commerce
  • Aprire partita IVA
  • Scegliere il regime fiscale (tra ordinario e forfettario)
  • Presentare la SCIA al Comune di riferimento
  • Effettuare l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio
  • Adempiere agli obblighi previdenziali (es. INPS, INAIL).

Abbiamo affrontato tutti questi adempimenti iniziali in un articolo dedicato, qui puoi trovare maggiori informazioni su come aprire un e-commerce a norma se parti da zero.

Per approfondire: Come aprire un e-commerce: tutti gli adempimenti

Adempiere a questi obblighi iniziali può essere un motivo di blocco, ma è bene precisare che non si tratta di niente di trascendentale. Oggi diversi strumenti online permettono di eseguire tutte queste operazioni anche in autonomia e in maniera rapida e, in ogni caso, puoi sempre affidarti ad un commercialista di fiducia che può guidarti passo passo ed espletare per te questi adempimenti fiscali per il commercio online.

Commercio elettronico indiretto: adempimenti fiscali

L’e-commerce indiretto è la forma più comune di commercio elettronico, si può definire tale quando la conclusione del contratto avviene in maniera telematica (ordine online) e la consegna del bene avviene tramite metodi tradizionali (spedizione e consegna).

La normativa equipara gli adempimenti fiscali dell’e-commerce indiretto a quelli della vendita per corrispondenza (o vendita a distanza). Questo implica che nelle transazioni B2B (quando il cliente è un’azienda) è sempre obbligatorio emettere fattura, mentre nelle transazioni B2C (quando il cliente è un privato) non vi è nessun obbligo di:

  • Emettere fattura, a meno che non sia richiesta dal cliente;
  • Rilasciare scontrino o ricevuta fiscale;
  • Trasmettere i corrispettivi telematici.

Resta fermo, in ogni caso, l’obbligo di annotare le vendite giornaliere nell’apposito Registro dei corrispettivi, entro il giorno lavorativo successivo.

Commercio on line: adempimenti IVA in Italia, UE e mondo

Queste registrazioni sono propedeutiche, tra l’altro, ad assolvere gli obblighi di versamento dell’IVA.

Anche in questo caso valgono le stesse regole della vendita a distanza. Infatti l’applicazione dell’IVA segue il criterio di territorialità, quindi le modalità di versamento dovuto per ogni transazione cambiano a seconda del Paese di residenza dell’acquirente.

Semplificando, seguono questo schema:

  • Cliente residente in Italia (azienda o privato)
    Operazione imponibile in Italia (Art. 2 del DPR  633/72);
  • Cliente privato residente in un Paese dell’Unione Europea
    Operazione NON imponibile in Italia, secondo quanto disposto per le vendite a distanza in ambito comunitario (Art. 41 del D.L. 331/93);
  • Cliente Azienda con sede in un Paese dell’Unione Europea
    Operazione NON imponibile in Italia, secondo quanto disposto per le cessioni intracomunitarie (Art. 41 del D.L. 331/93);
  • Cliente residente in un Paese extra UE (azienda o privato)
    Operazione NON imponibile in Italia, secondo quanto disposto per le cessioni all’esportazione (Art. 8 del DPR  633/72).

Regime OSS / IOSS e MOSS dell’e-commerce

Per semplificare gli adempimenti fiscali nell’e-commerce transfrontaliero all’interno dell’Unione Europea, nel corso degli anni sono stati introdotti dal legislatore diversi strumenti che permettono ai venditori di evitare di registrarsi per il versamento dell’IVA in ciascun Paese membro, snellendo la gestione amministrativa e consentendo il pagamento dell’IVA dovuta in un’unica dichiarazione periodica.

Fino al 2020, il Regime IVA MOSS (Mini One-Stop Shop) era valido solo per l’e-commerce diretto, ossia per la vendita di servizi di telecomunicazione, di teleradiodiffusione ed elettronici (TTE) che non implicano la spedizione e consegna di beni fisici da un Paese all’altro.

A partire dal 1° luglio 2021 ci sono stati dei cambiamenti nella gestione dell’IVA per gli e-commerce: il MOSS è confluito nei Regimi IVA OSS (One-Stop Shop) e IOSS (Import One-Stop Shop), aprendo di fatto questa semplificazione a tutte le tipologie di vendita a distanza di beni e servizi.

Per spiegare come funzionano OSS e IOSS facciamo un esempio pratico. 

Durante l’anno solare, il tuo e-commerce vende 7.000 euro di prodotti verso clienti francesi (non titolari di partita IVA), 8.000 euro verso clienti tedeschi, 2.000 euro verso clienti spagnoli e 2.000 euro verso clienti olandesi. Prima dell’introduzione di OSS e IOSS, superando la soglia di 10.000 euro (IVA esclusa) complessivi verso Paesi UE diversi dall’Italia, avresti dovuto obbligatoriamente aprire una posizione fiscale in ognuna di queste nazioni.

Invece, con il Regime IVA OSS / IOSS è possibile effettuare un’unica dichiarazione e un unico versamento in Italia, sarà poi l’Agenzia delle Entrate a occuparsi di versare l’IVA nei Paesi coinvolti dalle transazioni.

L’adesione a OSS e IOSS è facoltativa e può essere effettuata tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate o tramite l’intermediazione di un consulente specializzato. L’Agenzia ha messo a disposizione anche una serie di FAQ che possono supportarti nella scelta. 

Contributi previdenziali nell’e-commerce

Come accennato, tra i vari adempimenti iniziali dell’attività di e-commerce c’è anche l’apertura di una posizione previdenziale. Per il titolare questo significa iscriversi alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS.

Non affrontiamo qui le peculiarità del regime forfettario, perché in genere è meno conveniente rispetto al regime fiscale ordinario nell’e-commerce, vista la possibilità in quest’ultimo di dedurre tutta una serie di spese legate alla propria attività, in primis l’acquisto della merce da vendere.

In breve, in regime ordinario, i contributi previdenziali da versare per questa gestione sono pari ad una quota fissa di circa 3.850,00 euro annuali, divisi in 4 rate trimestrali da 950,00 euro ciascuna, questo quando non superi la soglia di utili di 15.953,00 euro all’anno (semplificando, l’utile è risultato di fatturato meno costi). 

Se superi questa soglia minima di utile, i contributi da versare ammontano alla quota fissa + il 24% degli utili eccedenti la soglia (21,90% sotto i 21 anni), sempre divisi in 4 rate.

I lavoratori dipendenti a tempo pieno che sono anche titolari di partita IVA sono esonerati dal versamento dei contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS.

Normativa e-Commerce: Condizioni Generali di Vendita, GDPR ed EPR

Fare commercio online, però, non significa assolvere “solo” a obblighi fiscali, significa dover rispettare una normativa e-commerce articolata e pluridisciplinare, strutturata per tutelare i consumatori, combattere le pratiche commerciali scorrette e garantire la concorrenza leale tra gli operatori.

In questa direzione, gli adempimenti legali più importanti riguardano:

Se invece permetti ad altri venditori di vendere tramite la tua piattaforma, devi considerare la possibilità che il tuo non sia un e-commerce, bensì un marketplace. Di conseguenza, dovrai considerare gli adempimenti legali e fiscali di un marketplace, e i relativi documenti legali: pensiamo alle condizioni di adesione al marketplace, il contratto che regola il rapporto venditori-titolare della piattaforma. 

Vendere online è una sfida stimolante, puoi vincerla alla grande con il giusto supporto

In definitiva, gestire un sito e-commerce richiede competenze e conoscenze trasversali. Questo lo rende una sfida estremamente stimolante per gli imprenditori che hanno intenzione di proseguire seriamente il proprio progetto di business.

Per avviare e guidare un negozio online o uno store su un marketplace (come Amazon o eBay) è necessario, però, lasciarsi affiancare da professionisti specializzati.

In tema di aspetti legali, fiscali e amministrativi, il team di Ecommerce Legale è pronto a guidarti nei meandri dei vari adempimenti, per evitare sanzioni, multe e penalizzazioni, spesso anche pesanti, che sarebbero un ostacolo ingiustificato al tuo successo.

Parlaci del tuo progetto, ti assicureremo che tu lo porta avanti con la sicurezza legale che merita. 

Floriana Capone

L’Avvocato dell’Ecommerce

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